Pizza gourmet a Mosca

Un paese innamorato dell’Italia, la Russia. Tutto ciò che è italiano, dall’arte alla cucina, ha per i russi un appeal fortissimo. La mia esperienza lì è legata alla consulenza per il noto chef italiano, ormai naturalizzato russo, Valentino Bontempi. Valentino è il patron del Ristorante Bontempi, situato nel prestigioso quartiere dell’ex fabbrica di cioccolato Krasny Oktyabr a Mosca.

Personalmente, sperando di non far torto a nessuno, è qui che ho mangiato il miglior cibo italiano, al di fuori dell’Italia. L’intraprendenza di Bontempi, però, non si è fermata a questo ristorante eccellente: è infatti anche concept chef del nuovo Goose Goose di San Pietroburgo e ideatore della Pinzeria by Bontempi, ancora a Mosca, per la quale ho partecipato allo start up. Un locale che ha ottenuto il primo posto su Tripadvisor, sbaragliando 12mila concorrenti e che ha appena ricevuto il prestigioso premio BEST PIZZA IN MOSCOW 2017 da Gambero Rosso.

Un lavoro interessante e gratificante, insegnare ai ragazzi della Pinzeria a preparare la pinsa romana. Certo, all’epoca fummo ostacolati dall’embargo causato dai problemi fra Russia ed Ucraina: gli ingredienti, la farina su tutti, vennero bloccati al confine. E, poi, un freddo al quale qui nel Belpaese non siamo abituati. Ricordo una partita a calcio con i colleghi: un gelo che bloccava le gambe e il russo come unica lingua usata. Amo il calcio e lo pratico da quando ero bambino, ho giocato anche in vari campionati, ma la partita moscovita rimane un’esperienza a sé, cruda e toccante.

Mosca è una città dai tratti incisivi e affascinanti. Ero in giro con la mia guida, Boris. Visitavo le chiese, le piazze, i monumenti di Mosca. Vediamo un anziano che raccoglie i mozziconi di sigaretta che altri hanno gettato sul marciapiede. Penso subito sia uno dei tanti drammi della povertà. Poi, vedo che il vecchio getta tutti i mozziconi in un cestino della spazzatura. Un esempio di senso civico e di buona educazione: la ricchezza più grande. Altro che miseria.