Pizza o Barbecue? Kansas City!

E’ tutto gigantesco ed esasperato, nel bene e nel male, negli Stati Uniti d’America. Strade, automobili, campi di golf, porzioni nel piatto, pub, monitor nei locali, cilindrata delle auto (minimo duemila), scivoli nei parchi acquatici (a Kansas City ne ho visto uno di venti piani). E il modo di porsi della gente, anche.

Nel socializzare (qui ho conosciuto e frequentato persone di cuore, espansive e alla mano) come nel discutere, nel manifestare apprezzamento per qualcosa o qualcuno come nel perquisire uno straniero all’aeroporto (esperienza fatta e, devo dire, davvero pessima). Tutto grande e tutto accessibile, avendo denaro. La burocrazia non è un ostacolo. Potendo, il limite è la fantasia. Sono stato qui nel luglio 2016, contattato da due fratelli americani con origini europee, tedesche e croate. Uno di loro ha scelto Roma per la propria luna di miele e, innamoratosi della pinsa romana, ha deciso di esportarla nel Kansas, dove non si trovano nemmeno i prodotti italiani. Lui ed il fratello hanno così voluto imparare a fare la pinsa: fondamenta perfette per poi aprire un locale e iniziare un’attività in campo gastronomico.

Kansas City è la capitale del barbecue, ma vi si trovano ristoranti di ogni tipo e di ogni tradizione culinaria. Qui ho scoperto la ricchezza della cucina americana, che ha mille influenze diverse, elaborate in modo originale per dar vita a ricette sorprendenti. Oltre il solito hamburger, per intenderci. C’è la bistecca, certo, ma anche il pollo caramellato all’arancia, i tacos, le polpette. E il formaggio cheddar, che – insieme a besciamella e salsa bbq – vanno a condire interessanti secondi di carne e antipasti dal gusto tex-mex.

Il mio compito più difficile, a Kansas City, è stato quello di elaborare un menù che fosse fedele ai piatti tipici locali, ma importando la capacità, tutta italiana, di mantenere distinti i sapori, evitando un amalgama che satura il palato senza l’esaltazione dei singoli elementi. Tornerò lì nei prossimi mesi, per l’inaugurazione della pinseria di quelli che ormai sono i miei colleghi di Kansas City.