Tokyo: un bellissimo mondo al contrario!

Due volte in Giappone, due volte in un pianeta che pare sottosopra rispetto all’Italia. Case da 15 metri quadrati, meloni da 200 euro, la cura maniacale del dettaglio, l’arte nella miniatura (nel cibo come nel giardinaggio). Ma anche la voce lievissima e quasi caricaturale delle donne, l’atteggiamento estremamente rispettoso. E l’amore devoto verso il made in Italy. La nostra pizza è un prodotto sacro per i giapponesi. Talmente intoccabile che le pizzerie hanno insegne in italiano e non con l’idioma nazionale. Addirittura, viene preservato persino il dialetto originale. Qui troviamo la “Pinsa de Roma”, scritto così come potremmo trovarlo a Trastevere o a Testaccio.

Entrambe le volte ho collaborato con il ristoratore italo-giapponese Kuni Hiro Giuliano Este, che è anche proprietario del primo ristorante che, a Roma, ha proposto il sushi giapponese. Este è titolare di due ottimi ristoranti nella metropoli giapponese. Il mio lavoro per lui è stato una vera e propria sfida, vinta con soddisfazione.

Ciò che destabilizza, in Giappone, sono i prezzi celle materie prime provenienti dall’estero o considerate non comuni nel territorio. Prendiamo la mozzarella: in Italia costa circa 6 euro al chilo, a Tokio 45 euro al chilo. Non è stato facile quindi creare un menù che fosse gourmet, di altissima qualità, adatto al gusto della clientela e che rientrasse nel limite di food cost che non poteva essere superato. Beh, ci siamo riusciti. E alla presentazione per la stampa abbiamo mandato in estasi giornalisti e critici gastronomici con una pizza farcita con spigola e tartufo fresco italiano.

Guarda il video del mio viaggio a Tokyo!