Torrida e affascinante: Dubai

Ci sono stato molte volte. Principalmente per seguire il menù e l’organizzazione in cucina di ristoranti e pizzerie che stavano per nascere. Qui vogliono solo il meglio, sia per i miliardari che la abitano, sia accogliere al massimo gli ospiti stranieri. E il cibo italiano è il meglio, of course.

Dubai è un altro mondo, rispetto al nostro. Una Las Vegas mediorientale, con tanta finzione scenica e altrettanta ipocrisia. Un magnifico parco giochi per turisti e centro di affari ormai indiscusso. C’è il rischio di rimanere sconvolti da tanta opulenza. Ovunque, cattedrali nel deserto. Letteralmente. Grattacieli futuristici ovunque, a partire dal più alto del mondo, il Burj Khalifa. Solo magnifiche auto bianche (per soffrire meno il caldo). Polizia in Maserati e pulizia assoluta, dappertutto. Vetrine di negozi che in realtà sono enormi acquari dove nuotano pesci grandissimi. Un centro commerciale che contiene una pista ricoperta di neve, per poter sciare. Un fiume costruito in città, lì dove c’era solo sabbia. La divisione fra maschi e femmine nella metropolitana. Poveri spacciatori puniti con la morte e, d’altro canto, una tacita tolleranza quando la droga serpeggia in ambienti d’elite.

Oro e diamanti a ricoprire qualsiasi cosa e umili operai che lavorano dodici ore al giorno per guadagnare mille euro al mese (ma soltanto se parlano inglese, altrimenti vengono pagati molto meno). La prima volta andai per la Fiera Gulfood 2013, insieme a Riccardo Rinaldi e Alberto Di Marco. E vissi un’esperienza straordinaria: mentre mi stavo esibendo in una prova di pizza acrobatica, si sono avvicinati i componenti dei Run DMC, l’hip hop band più popolare degli USA. I ragazzi hanno dato vita ad una performance fantastica, tanto più perché spontanea ed improvvisata. Sarà che sono un amante del genere, ma è stato un momento pazzesco. Volete vederlo coi vostri occhi?