Viaggio al cuore d’Europa: Bruxelles

Sono stato a Bruxelles tre volte, per partecipare ad una importante fiera sulla pizza, insieme a Rinaldi Superforni e all’azienda Corrado Di Marco. Le fiere, sia in Italia che all’estero, sono sempre un’ottima vetrina per chi fa il mio mestiere ma, soprattutto, una valida esperienza di scambio, confronto e, perché no, di interessanti e piacevoli pubbliche relazioni. La cosa più buona mangiata in Belgio, pizza a parte? La carne cotta nella birra rossa. Una specialità belga che, se fate un salto lì, non potete assolutamente perdervi. E già abbiamo nominato il prodotto principe della capitale d’Europa: la birra qui, tendenzialmente molto buona, scorre a fiumi e a tutte le ore del giorno e della notte. Pensate che costa molto meno dell’acqua: 2 o 3 euro una birra grande, 7 euro un litro d’acqua. Tornando al cibo, golosissimi i waffles e le tipiche patatine fritte, tagliate a spicchi grossi, con la buccia e servite con salse invitanti (la mia preferita è la samurai). E la cosa peggiore che ho mangiato? Beh, con buona pace delle tradizioni locali, devo rispondervi che si tratta delle lumache di mare in brodo che ho preso ad una bancarella proprio vicino alla famosa statua dell’omino che fa pipì. Diciamo che si salvano dalla bocciatura completa solo perché era un piatto caldo in un momento di freddo gelido. La città è splendida e trasandata, come una bella donna che si lascia un po’ andare. I belgi inizialmente sono chiusi e distanti ma, poi, una volta conquistata la loro fiducia, diventano socievoli, persino affettuosi e nascono così amicizie durevoli.